25 Novembre
GIORNATA INTERNAZIONALE
CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE

Da alcuni anni,  il 25 novembre è diventata la giornata internazionale contro la violenza alle donne, in qualunque forma essa si manifesti.

L’iniziativa è partita dalle donne sudamericane, che hanno scelto il 25 novembre in quanto giorno dell’assassinio di tre sorelle della Repubblica Dominicana, rapite, stuprate e uccise selvaggiamente per ragioni politiche.

La violenza contro le donne è un crimine che rappresenta la prima causa di morte per la popolazione femminile di età compresa tra i 16 e i 44 anni.

In Italia una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, nella sua vita è stata vittima della violenza di un uomo.
Secondo i dati dell'Istat, sono 6,743 milioni le donne che hanno subito nel corso della propria vita violenza fisica e sessuale, tre milioni quelle che hanno subito aggressioni durante una relazione o dopo averla troncata.
 
Si tratta di violenze domestiche soprattutto a danno di mogli e fidanzate: 8 donne su 10 malmenate, ustionate o minacciate con armi hanno subito le aggressioni in casa. Un milione di donne hanno subito uno stupro o un tentato stupro. A ottenere con la forza rapporti sessuali è il partner il 70% delle volte e in questo caso lo stupro è reiterato.

Il 6,6% delle donne ha subito una violenza sessuale prima dei 16 anni, e più della metà di loro (il 53%) non lo ha mai confidato a nessuno. Gli autori sono degli sconosciuti una volta su quattro, nello stesso numero di casi sono parenti (soprattutto zii e padri) e conoscenti.

Per fare uscire dal silenzio questa drammatica situazione si celebra il 25 novembre, la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, istituita con la risoluzione n. 54/134 dalle Nazioni Unite nel 1999 al fine di sensibilizzare governi, istituzioni e società civile. L'Onu ha scelto questo giorno per commemorare la tragica vicenda delle tre sorelle Mirabal violentate, pugnalate e strangolate il 25 novembre del 1960, per ordine del dittatore Trujillo.
 


 

La violenza contro le donne commessa dal partner, marito, fidanzato o familiari è la prima causa di morte e invalidità permanente per le donne fra i 16 e 44 anni, ancora prima del cancro, incidenti stradali e guerra. E' quanto emerge da un'indagine del Consiglio d'Europa resa pubblica nei giorni scorsi.

La violenza contro le donne ha molte facce e molti tentacoli che non sempre, per fortuna, conducono alla morte. Secondo uno studio basato su 50 ricerche svolte in tutto il mondo, almeno una donna su tre nella vita è stata picchiata, costretta a rapporti sessuali o ha subito altri tipi di abuso.

La violenza contro le donne è una piaga globale che continua ad uccidere, torturare e mutilare, sia fisicamente che psicologicamente; nonostante esista in tutti i paesi, attraversi tutte le culture, le classi, i livelli d'istruzione, di reddito e tutte le fasce di età, è purtroppo un fenomeno ancora poco denunciato e/o documentato.

Molte donne non hanno la consapevolezza di essere vittime di un abuso, altre non denunciano per paura perché minacciate, per proteggere e difendere se stesse e i propri figli, per la frustrazione e l'umiliazione di essere picchiate, abusate proprio dalla persona con cui hanno pensato di avere un rapporto d’amore.

La politica, l'opinione pubblica è sorda se non compiacente. Si allarma e scandalizza solo quando a commettere gli abusi sono gli "altri": i nomadi, gli immigrati. Allora si invocano misure repressive contro gli stranieri irregolari, si inneggia a misure cruente come la castrazione fisica o chimica.

Ma la violenza alle donne non è una questione di ordine pubblico, è un problema storico e culturale. E' la manifestazione di una disparità storica nei rapporti di forza tra uomo e donna, che ha portato al dominio dell'uno e all’oppressione dell'altra.

Per queste ragioni la violenza, in particolare quella domestica, è ancor oggi un fenomeno molto sommerso, nascosto, occultato.

 

 

locandina 2008 giornata internazionale contro la violenza alle donne

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