
22 giugno 1633...
l'abiura
Il 22
giugno è la data in cui Galileo Galilei, una delle più
grandi intelligenze del nostro paese, ormai settantenne e sotto
la minaccia della tortura fu costretto a rinnegare se stesso.
Non tutti sono a conoscenza che “Dialogo sopra i Massimi Sistemi
del Mondo”, proibito
dall’Inquisizione della Chiesa romana, fu pubblicato in latino
(nel 1635) da una piccolissima casa editrice olandese (la Elzevir) poi diventata una delle più grandi al mondo in fatto di
pubblicazioni scientifiche (la Elsevier).
In Italia
ci vollero 124 anni (1757), oltre un secolo, prima che fosse
revocata la proibizione a trattare del moto della Terra. Così
mentre nelle altri parti dell’Europa e del mondo la Scienza si
sviluppava e faceva nuove scoperte, noi restavamo alle
interpretazioni delle parole della Bibbia, ossia che era il Sole
a girare intorno alla Terra!
Quali danni ha causato la
gerarchia della Chiesa Cattolica allo sviluppo delle conoscenze
scientifiche in Italia?
Sicuramente enormi e inquantificabili!
Il dramma è che continua tuttora a farlo in modi diversi e
l'assurdo è che gli si permette di farlo!
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L'accusa " ... Diciamo, pronuntiamo, sententiamo e dichiariamo che tu, Galileo sudetto, per le cose dedotte in processo e da te confessate come sopra, ti sei reso a questo S. Off.o vehementemente sospetto d'heresia, cioè d'haver tenuto e creduto dottrina falsa e contraria alle Sacre e divine Scritture, ch'il sole sia centro della terra e che non si muova da oriente ad occidente, e che la terra si muova e non sia centro del mondo, e che si possa tener e difendere per probabile un'opinione dopo esser stata dichiarata e diffinita per contraria alla Sacra Scrittura; e conseguentemente sei incorso in tutte le censure e pene dai sacri canoni et altre constitutioni generali e particolari contro simili delinquenti imposte e promulgate. Dalle quali siamo contenti sii assoluto, pur che prima, con cuor sincero e fede non finta, avanti di noi abiuri, maledichi e detesti li sudetti errori et heresie et qualunque altro errore et heresia contraria alla Cattolica ed Apostolica Chiesa, nel modo e forma che da noi ti sarà data. Et acciocché questo tuo grave e pernicioso errore e transgressione non resti del tutto impunito, et sii più cauto nell'avvenire et essempio all'altri che si astenghino da simili delitti, ordiniamo che per pubblico editto sia prohibito il libro de' Dialoghi di Galileo Galilei. Ti condaniamo al carcere formale in questo S.° Off.° ad arbitrio nostro; e per penitenze salutari t'imponiamo che per tre anni a venire dichi una volta la settimana li sette Salmi penitentiali: riservando a noi facoltà di moderare, mutare, o levar in tutto o parte le sodette pene e penitenze. Et così diciamo, pronuntiamo, sententiamo, dichiariamo, ordiniamo e reservamo in questo et in ogni altro meglior modo e forma che di ragione potevo e dovemo."" Ita pronun.mus nos Cardinales infrascripti: F. Cardinalis de Asculo B. Cardinalis Gipsius G. Cardinalis Bentivolus F. Cardinalis Verospius Fr. D. Cardinalis de Cremona F. M. Cardinalis Ginettus Fr. Ant.s Cardinalis S. Honuphrii.
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Atto d'abiura
" ... Io Galileo, figliuolo del quondam Vincenzo
Galileo di Fiorenza, dell'età mia d'anni 70,
costituto personalmente in giudizio, e inginocchiato
avanti di voi Eminentissimi e Reverentissimi
Cardinali, in tutta la Republica Cristiana contro
l'eretica pravità generali Inquisitori; avendo
davanti gl'occhi miei li sacrosanti Vangeli, quali
tocco con le proprie mani, giuro che sempre ho
creduto, credo adesso, e con l'aiuto di Dio crederò
per l'avvenire, tutto quello che tiene, predica e
insegna la Santa Cattolica e Apostolica Chiesa. Ma
perché da questo S. Offizio, per aver io, dopo
d'essermi stato con precetto dall'istesso
giuridicamente intimato che omninamente dovessi
lasciar la falsa opinione che il sole sia centro del
mondo e che non si muova e che la terra non sia
centro del mondo e che si muova, e che non potessi
tenere, difendere né insegnare in qualsivoglia modo,
né in voce né in scritto, la detta falsa dottrina, e
dopo d'essermi notificato che detta dottrina è
contraria alla Sacra Scrittura, scritto e dato alle
stampe un libro nel quale tratto l'istessa dottrina
già dannata e apporto ragioni con molta efficacia a
favor di essa, senza apportar alcuna soluzione, sono
stato giudicato veementemente sospetto d'eresia,
cioè d'aver tenuto e creduto che il sole sia centro
del mondo e imobile e che la terra non sia centro e
che si muova. Pertanto volendo io levar dalla mente
delle Eminenze Vostre e d'ogni fedel Cristiano
questa veemente sospizione, giustamente di me
conceputa, con cuor sincero e fede non finta abiuro,
maledico e detesto li sudetti errori e eresie, e
generalmente ogni e qualunque altro errore, eresia e
setta contraria alla Santa Chiesa; e giuro che per
l'avvenire non dirò mai più né asserirò, in voce o
in scritto, cose tali per le quali si possa aver di
me simil sospizione; ma se conoscerò alcun eretico o
che sia sospetto d'eresia lo denonziarò a questo S.
Offizio, o vero all'Inquisitore o Ordinario del
luogo, dove mi trovarò. Giuro anco e prometto
d'adempire e osservare intieramente tutte le
penitenze che mi sono state o mi saranno da questo
S. Offizio imposte; e contravenendo ad alcuna delle
dette mie promesse e giuramenti, il che Dio non
voglia, mi sottometto a tutte le pene e castighi che
sono da' sacri canoni e altre constituzioni generali
e particolari contro simili delinquenti imposte e
promulgate. Così Dio m'aiuti e questi suoi santi
Vangeli, che tocco con le proprie mani. Io Galileo sodetto ho abiurato, giurato, promesso e mi sono
obligato come sopra; e in fede del vero, di mia
propria mano ho sottoscritta la presente cedola di
mia abiurazione e recitatala di parola in parola, in
Roma, nel convento della Minerva, questo dì 22
giugno 1633. Io, Galileo Galilei, ho abiurato come
di sopra, mano propria".
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Lanuvio 22 giugno 2008