È da tempo che si cerca di imporre alla popolazione dei Castelli Romani la costruzione di un mega impianto di gassificazione dei rifiuti, ovvero un inceneritore che produrrà diossine, nano polveri e altri veleni inquinanti per la salute e il territorio. Un impianto da costruire nel comune di Albano nell’area della discarica di Roncigliano, che non risolverà il problema dei rifiuti ma brucerà quelli più riciclabili ostacolandone la differenziazione e la riduzione, ma che ci regalerà il collasso definitivo delle falde idriche..... I recenti clamorosi arresti di decine di dirigenti dell’inceneritore di Colleferro chiariscono bene come vengono gestiti questi impianti. Pneumatici, rifiuti tossici e speciali garantiscono più facilmente il raggiungimento delle alte temperature necessarie al funzionamento di queste “meraviglie” della tecnica; se poi vengono scaricate sugli abitanti, più o meno vicini, le schifezze più orrende, non c’è problema , basta taroccare i dati; tanto controlli e software sono nelle mani di chi brucia. I controlli pubblici arriveranno solo dopo e solo se il diavolo ci mette la coda: spesso non arrivano mai.... (leggi l'intero APPELLO del COORDINAMENTO CONTRO L’INCENERITORE DI ALBANO )
Diamo
una risposta permanente ai monopolisti
privati dei rifiuti che vivono di soldi
pubblici ed agli amministratori di
indebitate municipalizzate romane che
esercitano gravi pressioni verbali sul Tar
Lazio pur di avallare un impianto sciagurato
per i Castelli Romani, sarà ancora una volta
la consistente volontà popolare di chi
rifiuta una logica obsoleta e speculativa
nel trattamento dei rifiuti.
Vai al Sito cliccando sull'immagine
|