banner Coordinamento Contro l'Incenitore di Albano Laziale

 

È da tempo che si cerca di imporre alla popolazione dei Castelli Romani la costruzione di un mega impianto di gassificazione dei rifiuti, ovvero un inceneritore che produrrà diossine, nano polveri e altri veleni inquinanti per la salute e il territorio. Un impianto da costruire nel comune di Albano nell’area della discarica di Roncigliano, che non risolverà il problema dei rifiuti ma brucerà quelli più riciclabili ostacolandone la differenziazione e la riduzione, ma che ci regalerà il collasso definitivo delle falde idriche.....

I recenti clamorosi arresti di decine di dirigenti dell’inceneritore di Colleferro chiariscono bene come vengono gestiti questi impianti. Pneumatici, rifiuti tossici e speciali garantiscono più facilmente il raggiungimento delle alte temperature necessarie al funzionamento di queste “meraviglie” della tecnica; se poi vengono scaricate sugli abitanti, più o meno vicini, le schifezze più orrende, non c’è problema , basta taroccare i dati; tanto controlli e software sono nelle mani di chi brucia. I controlli pubblici arriveranno solo dopo e solo se il diavolo ci mette la coda: spesso non arrivano mai....  (leggi l'intero APPELLO del COORDINAMENTO CONTRO L’INCENERITORE DI ALBANO )

 

Diamo una risposta permanente ai monopolisti privati dei rifiuti che vivono di soldi pubblici ed agli amministratori di indebitate municipalizzate romane che esercitano gravi pressioni verbali sul Tar Lazio pur di avallare un impianto sciagurato per i Castelli Romani, sarà ancora una volta la consistente volontà popolare di chi rifiuta una logica obsoleta e speculativa nel trattamento dei rifiuti.

Nel corso di questi anni di informazione pubblica, di mobilitazione cittadina, di lavoro legale e tecnico scientifico abbiamo dimostrato le nefandezze di un progetto che non è mai stato in piedi, quello dell’inceneritore di Albano Laziale. Impianto finanziato con centinaia di milioni di soldi pubblici regalati ad un privato, quelli della truffa “CIP 6”, questo in un momento di marcata recessione economica e con la sanità dei Castelli Romani e del Lazio allo sfascio, che versa in condizioni da terzo mondo per mancanza di risorse ed indebitamento da malagestione.
 
L’inceneritore di Albano, se realizzato, utilizzerà carbone, emetterà diossine e nanoparticolato cancerogeno che ricadranno sui Castelli Romani, utilizzando acqua in quantità abnormi porterà al collasso irreversibile le già non potabili risorse idriche, questo per bruciare le materie nobili derivanti dalla raccolta differenziata: carta, plastica, legno e derivati. Abbiamo messo punto su punto le alternative sostenibili volte ad un vero progresso civile, scelte tecnologiche in grado di recuperare il rifiuto risorsa e con costi inferiori di 40 volte a quelli di un arcaico impianto di incenerimento, senza nuove discariche per ceneri e senza emissioni.

Scelte non consone per chi punta ad espandere con ceneri tossiche la rendita derivante dall’esaurita e drammatica discarica di Albano Laziale, politiche troppo moderne per chi non vuole risolvere la tematica rifiuti nella Regione Lazio e vuole speculare sulla pelle dei cittadini. Con la triste realtà di Colleferro negli occhi chiamiamo la cittadinanza dei Castelli Romani a scegliere, a chiedere con fermezza un futuro diverso.

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Link al sito www.noinceneritorealbano.it

 

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