Non vogliamo diventare xenofobi
Chi giunge a Lanuvio oltre al bel
panorama, alla salubre e ossigenata aria, al buon vino e alla fragranza dei
profumi dei norcini, noterà molte persone che comunicano in un'altra lingua:
sono immigrati rumeni.
Molte di queste persone lavorano ed abitano a Lanuvio, altre,e sono
molte, vivono
in baracche e tra gli argini dei fossi demaniali della campagna di Lanuvio al
limite della condizione ambientale ed esistenziale umana.
Il problema non è lo straniero che lavora e s'integra nel tessuto sociale,
anche se è da considerare che solitamente lavorano "in nero".
Il problema sta in questo continuo esodo, di un numero imprecisato d'individui
(si parla di oltre 1000/1500 individui) che vengono a vivere nel nostro paese, e
quindi della conoscenza e della gestione sociale di questo fenomeno e
soprattutto della situazione di tutti quegli individui in una situazione non
ambiente, di degrado socio-sanitario che può creare problematiche serie di
ordine pubblico e delinquenza comune.
Prima di tutto bisogna capire questa migrazione: la povertà di questi paesi dell'Est europeo (50-70 euro di salario o di pensione al mese) dovuto alla scomparsa dell'URSS e del suo modello economico e quindi del ritardo socio-economico rispetto ai paesi occidentali, ma anche alla mancanza di scrupoli degli imprenditori occidentali, molti anche italiani, che "investono" in quei paesi con l'unico scopo di sfruttare e guadagnare il più possibile da queste situazioni di miseria.
La seconda analisi è l'impatto sul
territorio: un dato di fatto è che questi immigrati non tolgono lavoro ai
lanuvini, visto che in agricoltura i braccianti sono ormai scomparsi ed in
edilizia sono diventati tutti piccoli imprenditori.
Quindi sono soprattutto queste attività ad essere coperte e rinvigorite dalla
manodopera straniera che chiaramente è a buon mercato e non in regola, contribuendo da una parte al fenomeno della clandestinità e dall'altra a
quello dell'evasione fiscale.
Se questo e valido per l'aspetto del lavoro, lo è, in qualche modo, anche per quello abitativo. Fino a pochi anni fa trovare una casa in affitto a Lanuvio, era veramente una pia illusione, perciò è da considerare che gli appartamenti dignitosi da affittare erano veramente pochi. Adesso, invece, vediamo che il Centro Storico è completamente abitato da immigrati rumeni, e considerando che questi sono veramente molti, va da sé pensare che in questi appartamenti, cantine o altri "buchi" ci vivano in tanti. Come va da sé l'effetto "tam-tam" d'informare amici e parenti che in questo paese c'è tolleranza, lavoro (anche se sottopagato) e in qualche modo un'abitazione, creando così un gigantesco esodo.
Se tutto ciò sta diventando incontrollabile, non c'è da chiedersi come risolvere questo problema, causato,anche, da questi zelanti "affittacamere" ed "imprenditori" che per i propri interessi stanno creando un vero e proprio problema sociale a Lanuvio?
I cittadini di Lanuvio non vogliono diventare razzisti né xenofobi, per questo è urgente intervenire con un controllo sia a livello di ordine interno che di ordine amministrativo, prima che il fenomeno diventi irrecuperabile.
Cosa aspetta l'Amministrazione Comunale
ad intervenire a livello amministrativo? Con un controllo sulle locazioni
registrate e non, se esiste un "cambio d'uso" per i locali utilizzati,
controllare e individuare chi vi abita e il proprietario
dell'allocazione, controllare se esiste un contratto regolare e poi applicare,
eventualmente, le legali ritorsioni per le irregolarità riscontrate ed infine
aumentare i minimali dell'acqua e più tasse sui rifiuti per questi proprietari
che fanno pesare all'intera collettività la loro cupidigia.
E inoltre un controllo a tappeto, almeno sul nostro territorio, nei cantieri e
in tutte le attività lavorative soggette, non guasterebbe.
Lanuvio dicembre 2004