L'ANTICO PONTE LORETO A LANUVIO

View From Ponte Loreto, An Antique Bridge Near Nettuno (1787) di Thomas
Jones (1742-1803)
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"... Un miglio
e mezzo dopo Civita terminano le
vigne: a sinistra è la contrada di Fontana Torta. Entrando nei campi a destra 2 miglia circa dopo Civita sono gli avanzi di una villa romana della era augustana,
costrutta di opera reticolata, non regolare, che presenta la pianta
di un quadrilungo, di circa 2000 piedi di circonferenza. Ivi si vede
un muro di sostruzione con contrafforti nel lato settentrionale, e
presso questo un pozzo circolare, e più oltre sul ciglio verso
l'angolo boreale un nicchione, o esedra: nel ripiano poi sono due
muri paralleli nella direzione da nord a sud, quadrilunghi presso il
lato orientale. Ritornando sulla via un mezzo miglio dopo si giunge
a Ponte Loreto, nome che derivò da un Lauretum, o bosco di lauri,
che ivi un tempo esistè: presso questo ponte a sinistra è un rudere,
forse di sepolcro. Ponte Loreto è 2 miglia e mezzo distante da
Civita Lavinia: ha circa 40 piedi di grossezza: è alto 17: è
costruito di massi enormi di peperino alcuni de' quali hanno fino ad
8 piedi di lunghezza e 2 di altezza: ed ha 15 piedi di larghezza;
perenne ma povero di acque è il rivo che vi scorre sotto, col quale
il ponte per seguire l'asse della strada, non trovasi ad anglo
retto, ma a sbieco: esso conserva parte del pavimento, e de'
parapetti. Così il Nibby, prima del 1837, descriveva la zone di Fontana Torta e di Ponte Loreto. Nell'antichità la Via Astura, lungo la quale si trova Ponte Loreto, aveva un'importanza fondamentale dal punto di vista culturale ed economico, poiché univa Antium a Satricum ed a Lanuvium per terminare presso il XIX miglio della Via Appia. Cicerone percorse spesso la via per andare da Tuscolo ad Astura, come ci è attestato in numerose epistole ad Attico. La via conobbe un incremento di mercanti che provenivano dalla Sicilia ed erano diretti a Lanuvio, attraverso l'emporio di Anzio: un'iscrizione scoperta a Centuripe datata al più tardi all'età di Cesare attesta la syngheneia tra la città siciliana e quella laziale. Per far fronte ad una maggiore funzionalità della via si iniziò la costruzione di varie opere, tra cui la più importante è Ponte Loreto. Il ponte presenta una sola arcata a tutto sesto, in opera quadrata, con conci di varie dimensioni; il parapetto è formato da grossi parallelepipedi trapezoidali che vanno rastremandosi verso i lati, dando al ponte la caratteristica forma "a schiena d'asino". L'aspetto più caratteristico della struttura è che il suo asse non è ortogonale a quello della via che lo attraversa. "… a km 3,5 dal centro lanuvino, in piena campagna, si ergono i resti del ponte Loreto, dell’inizio del II sec. a.C., struttura che permetteva il superamento del torrente di Fontana Torta; ben conservato, con un arco in conci di peperino, il ponte è sormontato da un viadotto con parapetti formati da grossi blocchi di peperino e pavimentazione a basolato. La sede stradale antica, con i margini sui lati, è ben visibile e in ottimo stato anche in un lungo tratto a nord, verso Lanuvio, e per un altro breve tratto a sud; la via moderna lambisce oggi a ovest l’intero complesso archeologico, correndo parallelamente al settore settentrionale di basolato, da cui si distacca in corrispondenza del ponte-viadotto." (Thomas Ashby 1901/1903)
Delle foto di Thomas Ashby, che lo
inserisce sempre negli studi dedicati alla via Appia,
due sono state scattate nell’arco degli anni 1901/1903; una di
queste
(foto. 1)
mostra una situazione del ponte-viadotto simile a
quella descritta dalle precedenti già note,
con variazioni che riguardano fondamentalmente l’angolazione della
ripresa fotografica, mentre la seconda
(foto. 2)
ha un sapore
decisamente diverso. L’immagine ritrae un personaggio femminile
(Van Deman?) e uno maschile
(Lanciani), col
viso volto all’obiettivo, seduti su dei massi lungo un corso
d’acqua, che è facile supporre essere il torrente di Fontana Torta.
Dimentico del proprio ruolo scientifico, l’Ashby veste i panni di un
qualsiasi fotografo amatoriale: ogni riferimento archeologico è
assente al luogo citato in didascalia, il ponte Loreto, è solo un
accessorio al servizi o di una felice giornata trascorsa in
compagnia di amici.
Ponte Loreto
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