AMILCARE ROSSI
(Nato a Civita Lavinia (Lanuvio) 1 gennaio 1895 -  Morto a Roma 1977)

Amilcare Rossi
 

Amilcare Rossi, gerarca fascista, medaglia d'oro al valor militare, triunviro dell'Associazione Nazionale Combattenti e Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio del Governo Mussolini, nacque a Civita Lavinia, l'attuale Lanuvio il 1° gennaio 1895.
Della data della sua morte non abbiamo notizie così delle sue notizie più recenti.
Cosa certa è che a Lanuvio fu un personaggio poco amato dai suoi concittadini tanto che, negli ultimi anni settanta o primi anni ottanta, l'Associazione Reduci e Combattenti di Lanuvio (con il permesso del Comune)  tento di mettere una targa ricordo davanti la sua casa nativa (Palazzo Colonna) ma la protesta di tantissimi cittadini di Lanuvio ebbe il sopravvento e per evitare problemi di ordine pubblico la manifestazione non ebbe più luogo.

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale (1915-1918) abbandona gli studi universitari e mobilitato il 1° giugno 1915 viene ammesso a frequentare il corso allievi ufficiali alla scuola militare di Modena.

Nominato sottotenente a novembre è assegnato al 28° Reggimento Fanteria della Brigata Pavia che raggiunge in zona di guerra sul Monte Sabotino.
Combatte valorosamente nelle trincee di Oslava quindi per la conquista di Gorizia nel giugno 1916 dove, pur ripetutamente ferito non abbandona la linea che al termine dei combattimenti ed è proposto per la medaglia d’argento.
Inviato all’ospedale di riserva a Treviso, ancora convalescente rientra al reparto impegnato nell’ottobre 1916 nell’avanzata verso Vertoiba, dove ancora si distingue per atti di valore e gli viene conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Promosso per meriti speciali al grado di tenente il 19 dicembre 1916, quindi capitano nel marzo 1918, con la conclusione della guerra passa in forza alla divisione militare di Roma quale ufficiale studente universitario ed è congedato il 7 gennaio 1920.

Amilcare Rossi accanto ad una signora ed uomo in abiti da sera (24 febbraio 1930).Conseguita la laurea in lettere e filosofia è prima insegnante nelle scuole medie di Velletri e Sezze Romano quindi al Liceo-Ginnasio di Napoli dove contemporaneamente frequenta l’Università laureandosi nel 1922 in giurisprudenza.
L’anno successivo rientra a Roma con l’incarico di insegnante di materie giuridiche presso l’Istituto Statale “Vincenzo Gioberti” ed è chiamato dal governo a far parte della Commissione Giurisdizionale per i beni dei sudditi ex nemici della guerra 1915-18.

Nel 1925 con decreto del Capo del Governo Mussolini, del 2 marzo, riceve la nomina a Presidente del Triunvirato reggente l’Associazione Nazionale Combattenti della quale poi ne diventa presidente effettivo.
Nello stesso anno è fra i promotori e fonda il Gruppo Medaglie d’Oro e l’Istituto del Nastro Azzurro (associazione dei decorati al valor militare) divenendone anche di quest’ultimo, presidente nazionale.

Eletto nel 1929 deputato al parlamento viene riconfermato anche nelle successive elezioni.
Nel 1934 si sposa e l’anno seguente nasce il primo dei figli.
Promosso per meriti eccezionali nel marzo 1935 a Maggiore, conoscendo i preparativi per l’impresa italiana in Etiopia chiede di partire volontario con le truppe combattenti.
Viene assegnato al Comando Superiore Africa Orientale per il comando di un battaglione eventualmente scoperto, ma essendo in soprannumero viene aggregato alla Sezione Servizi del Comando Divisione alpina “Pusteria” e con questa si imbarca da Napoli il 6 gennaio 1936.

Durante la Campagna Africana si pone volontariamente in più occasioni al comando di reparti alpini impegnati nei combattimento, in particolare a Passo Mecam e Valle Robi e per questo suo comportamento gli sono conferite una medaglia d’argento ed una croce di guerra al valor militare.
Affascinato da queste “magnifiche truppe”, come lui stesso definisce, ne è coinvolto dal forte spirito di Corpo tanto da scrivere la Preghiera dell’Alpino combattente.

Nel suo Stato di Servizio, gentilmente concesso dal Ministero delle Difesa, non compare nessuna transizione anche temporanea al Corpo degli alpini ma solo l’aggregazione, per il periodo gennaio-giugno 1936, alla Divisione alpina “Pusteria”. L’ufficiale mantiene quindi il proprio stato giuridico presso il Comando Superiore Africa Orientale, declinando tale incarico per operare volontariamente con i reparti combattenti.
Lo stretto contatto con le truppe alpine nei combattimenti ne coinvolgono l’emotività e l’orgoglio da “sentirsi” e firmarsi Maggiore degli Alpini dei quali per ragioni pratiche porterà durante la Campagna il caratteristico cappello.


Rientrato in Italia il 29 giugno 1936 riprende gli innumerevoli impegni civili e politici ed è promosso Tenente Colonnello nel 1937 per meriti speciali.

Con l’entrata in guerra dell’Italia, nel giugno 1940, parte nuovamente volontario per il Fronte Occidentale destinato al 37° Reggimento Fanteria della Brigata “Ravenna”. Posto in congedo per la parziale smobilitazione dell’esercito, pochi mesi dopo, con la successiva Campagna sul fronte greco - albanese, riparte volontario con il 50° Reggimento Fanteria della Divisione “Parma”.
Il 10 maggio 1941 rientra in patria per essere assegnato alle disposizione del Comando della Zona Militare di Roma.

Amilcare Rossi con Mussolini che inaugura il sesto Consiglio Nazionale dell'Associazione Combattenti  (15 settembre 1929).

Mussolini, insieme a Renato Ricci, Amilcare Rossi ed altri (16.09.1929)


Il 6 marzo 1943, Amilcare Rossi, viene nominato Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio del Governo Mussolini ed in questa carica vive in prima persona la caduta del fascismo a seguito del famoso ordine del giorno del 25 luglio.

Lascia quindi ogni carica politica e istituzionali quale presidente delle varie associazioni, ritirandosi a vita privata.
Nel 1946 subisce un processo come ex esponente del passato regime nel corso del quale non emergono particolari capi di accusa ed è prosciolto con formula piena.
Riprende, quindi, la sua attività esercitando la professione di avvocato patrocinante in Cassazione.

Nel 1968 aderì nella Consulta d'Onore nel costituito Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo di Mirko Tremaglia, Damiano Capotondi, Donatella Gila, Ornella Gila, Roberto Innocenzi, Carlo Lattanzi, Franco Massobrio, Millo Milletti e Marcello Nardi.
Insieme a lui aderirono alla Consulta d'Onore:
Giuseppe Prezzolini;
monsignor Arrigo Pintonello; le medaglie d’oro: Bruno Pastorini, Augusto Ugolini, Aldo Vidussoni, Giuseppe Zigiotti, Giuseppe Valle, Ulderico De Cesaris, Sigfrido Bussoni, Ernesto Botto, Annibale Bergonzoli, Angelo Bastiani; i professori: Giorgio Del Vecchio, Giorgio Alberto Chiurco; lo storico Gioacchino Volpe; i giornalisti: Alberto Giovannini, Piero Buscaroli, Giorgio Nelson Page; i generali: Salvatore Castagna, Carlo Calvi di Bergolo, Giovanni Di Lorenzo e Aldo Marchesi; il dr. Piero Parini; gli ambasciatori: Luca Pietromarchi, Alberto Mellini Ponce de Leon e Giovanni Capasso Torre; il senatore Ezio Maria Gray; il commediografo Gioacchino Forzano

Nel 1969 pubblica un secondo libro di memorie sulla sua vita e degli avvenimenti storici che lo hanno visto protagonista “Figlio del mio tempo” edito da Romana Libri Alfabeto, Roma, dal quale è tratta in parte questa biografia e la fotografia scattata sulla nave durante il ritorno dall’Africa Orientale nel giugno del 1936.

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