
MARIANNA
DIONIGI CANDIDI
(Roma 1756 - Lanuvio 1826)
Nobildonna
romana vissuta nel pieno dei grandi cambiamenti politici e sociali in Europa, la
Rivoluzione Francese e l'Impero Napoleonico.
Molteplici sono le attività culturali alle quali dedicò gran parte della sua
esistenza : letteratura, poesia, pittura, musica ed archeologia.
L' anno seguente, sull'onda degli impulsi neoclassici imperante in quei tempi,
fu iniziata alle arti figurative dal paesaggista Labruzzi.
A
15 anni sposò il nobile ferrarese Domenico Dionigi, di cui restò vedova
all'età di 45 anni lasciandogli quattro figli superstiti, altri tre morirono
negli anni precedenti.
Marianna Dionigi fu la prima donna ad occuparsi di archeologia e i la sua
brillante figura, è sicuramente, da accomunarsi ad altre due grandi
figure femminili: Artemisia Gentileschi e Sofonisba Anguissola.
Scrisse un trattato sulla prospettiva e sulle regole del paesaggio e il "Viaggio in alcune città che diconsi fondate dal Re Saturno".
A Lanuvio
nella sua villa detta casino Bonelli, (attualmente
Villa Frediani) ereditata
dalla sorella Teresa vedova Giordani, creò un salotto culturale molto
frequentato dai suoi amici e conoscenti.
Si spense in questa dimora nel 1826 e le sue spoglie riposano in una tomba
all'interno della Collegiata Romanica dedicata all'Assunta.
"Nacque a Roma il 3 febbraio 1756 da Giuseppe Candidi e Maddalena Scilla, ebbe una completa educazione tanto che a 15 anni aveva imparato il contrappunto e il clavicembalo con l'Alfonsi e il Cimarosa, il greco e il latino con il gesuita Cuniche, la pittura con il paesaggista Labruzzi.
Archeologa emerita, Ennio Visconti volle che fosse presente quando si aprì il sepolcro degli Scipioni e fu tra i pochissimi che si indignarono di fronte alla dispersione di quelle preziose reliquie.
Pittrice emerita, i suoi quadri si trovano presso il Palazzo della Cancelleria in Roma, all'Accademia di San Luca, alla Reggia di Caserta, in Inghilterra e presso le famiglie dei suoi discendenti in Roma e Lanuvio.
Ebbe rapporti
culturali con
Vincenzo Monti, Canova,
Giacomo Leopardi, con l'archeologo d'Angincourt
e il gesuita Cuniche, Tambrono e il
Cancellieri.
Sposo giovanissima l'avvocato Domenico Dionigi, conte del Sacro Palazzo
Lateranense, nobile ferrarese, dal quale ebbe sette figli tra cui la contessa
Orfei (Enrichetta), poetessa emerita in Arcadia.
La fama di Marianna Dionigi, donna eccezionale per i tempi in cui visse, valicò le Alpi tanto che Luigi XVI la invitò a recarsi a Parigi come insegnante delle figlie di Francia. Declinò però tale incarico.
Morì a Lanuvio il 10 giugno 1826 nella sua villa da Lei prediletta che tanta ispirazione dette ai suoi quadri ed ai suoi studi". (Diego Angeli, Roma Romantica, Fratelli Treves 1937 cap. XXIV pp. 196-203)
Curiosità:
Viaggio
in alcune città che diconsi fondate dal Re Saturno