i pastori dell'arcadia (Poussin-Louvre)        SILVIO STAMPIGLIA (1664-1725)

Poeta e diplomatico, uno dei sette fondatori dell’Accademia dell’Arcadia (fondata a Roma il 5 ottobre 1690), fra gli Arcadi era conosciuto anche con il nome di Palemone Licurio.

Nacque a Lanuvio nel 1664 , visse molti anni (1705-1718) a Vienna nella corte degli Imperatori d’Austria con la carica di storiografo e poeta cesareo.

Scrisse una cinquantina di libretti per opere, serenate, oratori ecc. a parecchi compositori tra i quali Giovanni Battista Bononcini e Nicola Antonio Porpora . George Frideric Handel musicò Muzio Scevola, Imeneo, Partenope e Serse, con libretti di autori anonimi basati su testi di Silvio Stampiglia.

Compose molti melodrammi storici di argomento romano (anche un Bajazete, imperador de’ Turchi (1722)), cercando di dare al melodramma una struttura più regolare al di fuori dai schemi tradizionali, caratterizzati da imperfezione di linguaggio e di struttura e con un misto di elementi tragici con altri buffoneschi e comici.

Era noto fra essi La caduta dei decenviri, intricato e macchinoso, che si conclude felicemente con ben quattro matrimoni, tra i quali addirittura quello di Virginia con Icilio.

Gian Vincenzo Gravina probabilmente volle contrapporre la dignità del suo Appio Claudio al melodramma di Silvio Stampiglia.
(Cfr. V. Rolandi, Il libretto per musica attraverso i tempi, Roma, 1951. Vedi Rime comprese nel vol. II Rime degli Arcadi, pubblicate in Roma per Antonio Rossi alla Piazza ai Ceri, 1716).

I RITRATTI SEGRETI DELL’ACCADEMIA DEGLI INCOLTI AL NAZARENO

i pastorelli dell'arcadia (Poussin)Di Silvio Stampiglia non ci è pervenuta alcuna immagine ma nell'aprile del 2004 in una  raffinata ed elegante  mostra, ospitata nelle sale dell’Accademia Nazionale di San Luca in palazzo Carpegna a Roma, attraverso i simboli e i miti raffigurati in oltre trenta dipinti (per la maggior parte sconosciuti al pubblico) provenienti dal collegio Nazareno, dalla Pinacoteca Capitolina e dal Museo di Roma, si e potuto ammirare forse l'unico ritratto di Silvio Stampiglia.

Un viaggio unico e spettacolare, che si circonda di un alone di mistero, perché queste opere non sono solo l’esempio sublime della pittura tardo barocca, legata ad esempio ai celebri nomi di Sebastiano Conca, Giuseppe Chiari, ma racchiudono in sé anche la storia del collegio Nazareno II, uno dei più noti e prestigiosi collegi romani.

Qui, nel 1658 era nata infatti "l’Accademia degli Incolti", un luogo dove i giovani più facoltosi si riunivano per comporre e recitare, per prepararsi al meglio alla carriera, di avvocatura, di insegnamento, che li avrebbe accompagnati nella loro vita. E proprio all’Accademia ogni allievo che vi entrava a far parte donava un dipinto, che fosse lo specchio delle proprie ambizioni e che potesse rappresentare la propria indole, anche in sintonia con il nome accademico che si era scelto.

" Ritratti segreti" dunque che imprigionavano l’anima dei giovani allievi, attraverso il pennello dei più celebri pittori del seicento e del settecento.

Girolamo Pilo ad esempio, rappresentato da Sebastiano Conca nel 1733 come "l’Accorto" Ulisse, che sventa gli inganni di Circe, o Silvio Stampiglia, raffigurato da Abrham Breugel come "l’Animoso" cinto da una ghirlanda di fiori e con un mazzo di spighe di grano, a simboleggiare i frutti che ne avrebbe dato; e come non citare "l’Audace", dipinto da Giuseppe Chiari all’inizio del Settecento, che come Icaro tenta, spingendosi verso il sole, di spiccare il volo.

  Accademia dell’Arcadia

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