Publio
Sulpicio Quirino
(Publius
Sulpicius Quirinius)
Senatore
romano e console nel 12 d.C. sotto Ottaviano Augusto, famoso come legato della Siria.
Sulpicio Quirino è uno dei personaggi più famosi dell’antica Roma poichè nel
6 a.C., legato di Augusto in Siria, organizzò un censimento della Giudea e
questo momento storico è quello dell’inizio dell’era moderna con la nascita
di Gesù di Nazareth.
Questo
episodio è ricordato nel vangelo secondo Matteo:
“ In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.”(Matteo 2,13,7)
La sua
ascesa avviene quando Ottaviano Cesare Augusto per far fronte ai complessi
problemi di ordine pubblico, alle continue rivolte ed all’intolleranza delle
popolazioni della Palestina verso i romani, cambiò strategia decidendo di
riunire le varie città della Giudea, della
Samaria e della Idumenea in una
unica provincia con capitale Cesarea ed unita alla
Siria, che fu affidata come
legato a Sulpicio Quirino.
Compagno
d’armi di Sulpicio Quirino era un uomo chiamato Caius Valgius Rufus,
altrimenti conosciuto come un poeta di elegie e epigrammi.
Dopo
questo successo, Augusto nominò Quirino legato della
Galizia e della Pamphylia
(Turchia centrale).
Durante
i primi anni della nostra era, Quirino ebbe il ruolo di rettore (guida) di
Gaio
Cesare, nipote di Augusto e suo successore designato.
Augusto designò Tiberio come suo successore e quasi immediatamente, Quirino, venne nominato legato della Siria, una delle province più importanti dell'impero, e comandante delle quattro legioni (III Gallica, VI Ferrata, X Fretensis, XII Fulminata).
La
Giudea diventò così una parte autonoma della provincia romana Siria, regolata
da un prefetto. A Sulpicio Quirino
fu ordinato di organizzare la riscossione della nuova tassa - fino ad allora era
stata pagata in natura - e con il censimento che organizzò, agli abitanti fu
richiesto di dichiarare la loro proprietà in soldi.
Tutto
ciò fomentò il malcontento poiché le tasse in soldi erano più onerose di
quelle in natura, soprattutto quando a un cattivo raccolto seguiva il peso
economico di un prestito per pagare le tasse, ed inoltre la moneta d’oro
romana con su raffigurata la “divina” immagine dell’imperatore era una
violazione della legge ebraica, dettata dai dieci comandamenti; così scoppiò
la rivolta capeggiata da un fariseo di nome Zadok e
Giuda il Galileo.
Questi
era discendente di un certo Ezechia che con la sua banda aveva infestato la
Galilea ai confini della Siria e fu catturato e ucciso da Erode, appena entrato
in possesso della regione (37 a.C.).
Di
Giuda così ci parla
Giuseppe Flavio:
"Divenuto
ormai lo spavento di tutti, depredava quanti incontrava, aspirava a cose sempre
più grandi, la sua ambizione erano ormai gli onori reali, premio che egli
aspettava di ottenere non con la pratica della virtù, ma con la prepotenza che
usava verso tutti. [2]
[…]
Giuda spinse gli abitanti alla ribellione, colmandoli di ingiurie se avessero
continuato a pagare il tributo ai Romani e ad avere, oltre dio, padroni mortali.
Questi era un dottore che fondò una sua setta particolare, e non aveva nulla in
comune con gli altri. [3]
Giuda
non era un semplice bandito, bensì un dottore benestante se lo storico giudeo
asserisce che lui e un certo Saddoc,
[…]
diedero inizio tra noi a una astrusa scuola di filosofia, e quando acquistarono
una quantità di ammiratori, subito riempirono il corpo politico di tumulto e vi
inserirono ancora i semi di quei torbidi che in seguito sopraffecero; e tutto
avvenne per la novità di quella filosofia finora sconosciuta che ora descrivo.
Il motivo per cui do questo breve resoconto è soprattutto perché lo zelo che
Giuda e Saddoc ispirarono nella gioventù fu l'elemento della rovina della
nostra causa. [4]"
Tutto
quello che successe ci è poco chiaro perché a riguardo non ci sono state
trasmesse molte notizie dagli storici.
La sommossa è assente dal catalogo dei interventi registrati dai legati
della Siria dello storico romano Tacito (dati storici 5,9);
quindi ciò
significa che la ribellione non doveva
essere conosciuta.
Comunque
la rivolta fu sedata nel sangue, Giuda e Zadok furono uccisi.
Nell’anno
20 d.C. Aemilia Lepida rimase incinta sostenendo che il legittimo padre era
Quirino, questi negò ritenendolo impossibile.
Questa vicenda ci viene narrata
da Tacito negli Annali.
L’imperatore
Tiberio ne pronunciò la lode funebre, come riporta Tacito:
"48. In quel torno di tempo, chiese al senato che, per la morte di Sulpicio Quirinio, fossero celebrati funerali di stato. Quirinio non ebbe nulla a che fare con l'antica famiglia patrizia dei Sulpicii, perché era nato nel municipio di Lanuvio; ma la sua efficienza militare e lo scrupoloso esercizio delle sue funzioni gli erano valsi il consolato sotto il divo Augusto e poi le insegne trionfali, dopo l'espugnazione delle fortezze degli Omonadesi in Cilicia; quindi, assegnato come consigliere a Gaio Cesare nel governo dell'Armenia, aveva reso omaggio anche a Tiberio, al tempo del suo ritiro a Rodi. Questo allora Tiberio rammentò in senato, con parole di lode per le cortesie ricevute e con espressioni di rimprovero per Marco Lollio, al quale imputava di aver suscitato la discordia e l'avversione di Gaio Cesare nei suoi confronti. Ma il ricordo di Quirinio era tutt'altro che gradito agli altri per l'azione intentata, come già ricordato, contro Lepida e per la sua vecchiaia sordida e prepotente."