UMBERTO TURCO
(Roma 1 agosto 1928 - Roma 12
giugno 2003)
Scenografo cinematografico e pittore. Nasce a Roma il 1° agosto 1928 da Vincenzo Turco "Turchetto" e Elsa Valentino (figlia di Nicola Valentino). Muore il 12 giugno 2003 a Roma ed è sepolto nel cimitero di Prima Porta.
Il suo primo impatto con il cinema avviene molto presto come operaio di reparto scenografia con "Roma città aperta", "Paisà", "Sciuscià", "Ladri di biciclette" e "Roma ore 11".
Tra le molte collaborazioni alla scenografia sono da ricordare:
"L'ape
regina" e "L'uomo dei cinque palloni" con la regia di
Marco Ferreri, "La
Mandragola" di
Alberto Lattuada, "Matrimonio all'italiana"
di Vittorio De
Sica, con
Nanny Loy "Il padre di famiglia" e con
Luigi Comencini
"Italian Secret
Service".
Poi nel 1970 l'incontro con
Damiano
Damiani
che in
occasione della mostra di pittura dedicata a Pasolini,
presso la galleria "il Babbuino" nel 1979, di
Umberto Turco dice:
" Il produttore che circa dieci anni fa or sono mi presentò Umberto Turco lo
definì un autodidatta, termine che nell'uso corrente qualifica chi, non avendo
potuto frequentare le scuole e le accademie, si è arrangiato da solo a fornirsi
di una cultura. Devo confessare che un pò del riduttivo del termine rimaneva
anche nella mia eredità piccolo borghese di allora e fu proprio Umberto, direi,
a modificare questa falsa opinione. Bastarono pochi giorni di lavoro comune per
scene di un film, bastò, soprattutto, che mi rendessi conto del rapporto
esistente tra Umberto e il lavoro concreto, tra lui e i costruttori delle scene
stesse. Perché Umberto, a mio avviso, è uomo del Rinascimento, in quanto artista
che trae origine dalla bottega. Nella sua invidiabile formazione non v'è traccia
di accademismo o di velleitarismo.
Egli sa tutto quello che sa, essendo
cresciuto nel mondo artigianale. Di un legno ad esempio egli conosce la segreta
natura, fatta di cedevolezza o ostilità a seconda della venatura e dell'età, sa
come vada attaccato con lo scalpello per ridurlo ai disegni che la bellezza
della materia può esprimere. nella stessa misura egli conosce le colle, gli
essiccanti, gli smalti, le vernici, gli stucchi e infine i colori. Bello è
vivere e lavorare in un simile e sincero rapporto con la materia, com'era per
gli antichi.
Ecco dunque che gli aggettivi quali autodidatta o artigiano acquistano il
sapore e il significato più pregnante e autentico. Su questa strada Umberto ha
raggiunto la pittura, con una autenticità che
l'ha salvato dai raggiri e dai
bluff correnti. Per Umberto la pittura è soltanto una forma superiore di
artigianato, com'era appunto per i maestri del Rinascimento. Ed ecco il
risultato, preciso, rigoroso, aperto agli sviluppi più imprevisti, ecco la sua
pennellata che sembra esprimere in ogni passaggio il profondo convincimento
dell'artista, che la pittura, cioè, sia, come la vita, una cosa estremamente
seria. Il risultato brillante è sotto i nostri occhi oggi, ma le sue premesse
traggono origine lontano, nella migliore delle scuole, la bottega."
Con
Damiano Damiani inizia l'assunzione alla corresponsabilità dell'immagine
cinematografica con "Una ragazza piuttosto complicata", "La moglie più bella",
"L'istruttoria è chiusa dimentichi", "Girolimoni" e poi l'intermezzo con
Florestano Vancini con "Il delitto Matteotti" e "Amore amaro" per poi ritornare
con Damiani nel "Sorriso del grande tentatore" e "Perché si uccide un
magistrato". Poi la felice simbiosi con
Giuliano Montaldo per il film "L'Agnese va a
morire", che a proposito di una sua cartella di tre litografie dedicate al film,
scrive di lui Montaldo:
"...Turco porta nel lavoro la sua
passione e l'impegno politico e civile. Non ci sono ostacoli per lui, non si
arrende di fronte ai problemi e quando occorre va in soccorso agli altri con lo
slancio del generoso artigiano che conosce il lavoro. E con le sue mani impasta.
modella, inventa... ".
Muore a Roma il 12 giugno 2003 lasciando i
figli Ornello e Marco (ormai noto regista cinematografico), la moglie e le
sorelle Rosaria ed Anna.
Foto di famiglia
![]() Da sinistra: lo zio Ermanno, il fratello Marcello,Umberto |
![]() Da sinistra: Umberto, lo zio Ermanno |
![]() Mamma Elsa (giovane) |
![]() Papà Vincenzo con nonna Nannina |
La carriera cinematografica:
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1999
VITE IN SOSPESO
Attori
1999 ALEX L'ARIETE Scenografia 1999 AMA IL TUO NEMICO Scenografia 1998 DIO VEDE E PROVVEDE 2 Scenografia 1993 PACCO, DOPPIO PACCO E CONTROPACCOTTO Scenografia 1991 L'ANGELO CON LA PISTOLA Scenografia 1989 GIOCO AL MASSACRO Scenografia 1989 IL SOLE BUIO Scenografia 1985 IL PENTITO Scenografia 1985 PIZZA CONNETION Scenografia 1984 PHENOMENA Scenografia 1984 LA PIOVRA Scenografia 1982 TESTA O CROCE Scenografia 1977 IO HO PAURA Scenografia 1976 L'AGNESE VA A MORIRE Scenografia 1975 PERCHE' SI UCCIDE UN MAGISTRATO? Scenografia 1973 IL SORRISO DEL GRANDE TENTATORE Costumi Scenografia 1973 IL DELITTO MATTEOTTI Scenografia 1972 IL VERO E IL FALSO Costumi Scenografia 1971 L'ISTRUTTORIA E'CHIUSA: DIMENTICHI Scenografia 1969 LA MOGLIE PIU' BELLA Costumi Scenografia 1967 IL LUNGO IL CORTO IL GATTO Scenografia 1966 MISSIONE SABBIE ROVENTI Scenografi
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